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L’IPERTROFIA COSMETICA E FUNZIONALE

L’ipertrofia  avviene attraverso un processo di  sintesi  di una maggiore quantità delle proteine delle cellule.  Tale  modificazione comporta un aumento  delle dimensioni del tessuto.
L’ipertrofia funzionale si differenzia da quella cosmetica in quanto la prima  ha fini  prestativi ed implica un rapporto diretto tra estetica e risultato.
Ve li ricordate i Beach Boys californiani super muscolosi che popolavano le spiagge di Miami negli anni ’90? Sono l’esempio perfetto per cominciare a parlare di accrescimento muscolare o anche detta ipertrofia. Con questo termine si intende un processo biologico-fisiologico che interessa le cellule di un tessuto (muscolare nel nostro caso) che aumentano di volume e non di numero. Le cause scatenanti di questo fenomeno sono ancora misteriose, anche se alcuni aspetti fisiologici come l’ipertrofia, ovvero l’aumento della sezione trasversa delle fibre che non è altro che la dimensione, sono stati accertati, mentre altri, come l’iperplasia, cioè l’aumento di volume del muscolo causato dall’aumento numerico delle cellule che lo compongono, sono presunti.
Per avere un quadro completo non bisogna dimenticare l’importanza del SNC, il Sistema Nervoso Centrale. Un allenamento anaerobico con carichi elevati attiva come prima cosa il nostro SNC che invia gli impulsi nervosi alle unità motorie e alle fibre muscolari dei muscoli interessati dalla contrazione principale, determinando così un aumento sia della forza muscolare che delle dimensioni delle cellule muscolari. L’ipertrofia è quindi il risultato di un processo di sintesi che coinvolge tutte le strutture sub-cellulari e questo incremento avviene per adattamento ad un carico di lavoro.
Per coloro che si allenano, le tipologie sono due:
– ipertrofia cosmetica;
– ipertrofia funzionale.
Anche se, attualmente, nel mondo delle palestre, vi è in atto una contesa, nata a mano a mano che il bodybuilding è passato da uno sport con caratteristiche prestative a uno sport con connotazioni puramente estetiche, in letteratura, si trovano molti sistemi di allenamento, più o meno efficaci, rivolti all’ipertrofia cosmetica. I preparatori americani la definiscono come il desiderio di aumentare la massa muscolare con l’obiettivo di esibire un corpo tonico e muscoloso in competizioni senza fini prestativi.
Tuttavia, questa tipologia di allenamento ha protocolli “limitati”, in quanto bada soprattutto allo sviluppo estetico del corpo e meno all’aspetto funzionale.
A Muscle Beach, i body builder si esibivano in prove di forza, potenza e abilità, esibendo al contempo un fisico muscoloso e tonico. L’ipertrofia funzionale è quindi uno sguardo al passato, in quanto è un incremento di massa muscolare legato a fini prestativi.
Ad esempio Mr.Olympia del 1984, Charles Glass, iniziava la sua routine di pose con un salto mortale all’indietro, da fermo. In Italia faceva la stessa cosa un grande atleta che ancora oggi gareggia, Luciano Andreose.
Il pensiero prevalente è che bisogna coniugare muscoli tonici e definiti con un corpo che deve mantenere intatta la sua atleticità.
Quali sono le differenze sostanziali tra questi due poli della cultura fisica odierna?
– Gli allenamenti;
– Gli adattamenti.
Confrontando due proposte di allenamento, una di ipertrofia cosmetica, l’altra di ipertrofia funzionale, noteremo che:
– la prima, sarà composta prevalentemente da esercizi base pluriarticolari (panca piana,squat, trazioni) coadiuvati da esercizi secondari monoarticolari (aperture, adduzioni, flessioni ecc.), eseguiti lentamente, con traiettorie lineari;
– nella seconda proposta, si troveranno gli stessi esercizi base ma implementati da una moltitudine di movimenti plutiarticolari, molti dei quali a corpo libero, eseguiti anche in modo esplosivo ed, elemento fondamentale, eseguiti sui diversi piani, saggittale, frontale e trasversale! Così facendo, gli adattamenti legati all’ipertrofia funzionale coinvolgono maggiormente il sistema nervoso centrale.

Il FUNCTIONAL TRAINING, nuova frontiera dell’allenamento, ha come priorità l’azione/funzione dell’insieme dei distretti muscolari e articolari, e come obiettivo il condizionamento di vaste aree muscolari, con specifica attenzione a forza, flessibilità, equilibrio e propriocezione.
Essere funzionali comporta apprendere nuovi schemi motori attraverso esperienze fisiche complesse e progressivamente sempre più impegnative. Questa metodologia di allenamento va a sollecitare soprattutto la muscolatura profonda della regione lombo – pelvica, denominata ‘core’.
La sua stabilizzazione, alla base del functional training, in quanto centro nevralgico da cui derivano forza, controllo ed equilibrio posturale, rende i movimenti più semplici e sicuri, prevenendo infortuni e rinforzando le articolazioni. A rendere più stabile questo nucleo centrale dell’organismo contribuisce moltissimo la respirazione, diaframmatica, per compattare il tronco e sostenere la colonna.
L’intero processo non può assolutamente prescindere dal coinvolgimento del SISTEMA NERVOSO CENTRALE, in quanto sarà costretto al reclutamento massiccio di unità motorie e generare sinapsi sempre più intense.
Il corpo umano è un complesso sistema neuro-muscolare, attivato da una serie di impulsi nervosi. Tutte le sensazioni percepite dall’organismo sono convertite in segnali informativi che viaggiano verso il Sistema Nervoso Centrale, che a sua volta le elaborerà e le userà per dare equilibrio al corpo.
Un corpo più tonico, più flessibile e reattivo, si relaziona meglio con l’ambiente circostante, garantendo a qualunque atleta di migliorare le sue prestazioni nello sport e a qualunque persona di migliorare la propria qualità di vita!

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